Che cosa sono i piccoli prestiti veloci con fideiussione: info e condizioni

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In occasione della richiesta di una qualsiasi tipologia di prestito è necessario dimostrare il possesso di una serie di requisiti. In particolare, occorre essere residenti all’interno del territorio nazionale, risultare maggiorenni e non aver superato l’età di settantacinque anni al termine del finanziamento (questo parametro può variare in relazione all’istituto di credito che si prende in esame).

Si deve inoltre vantare un’affidabilità creditizia idonea. Quindi non si deve risultare iscritti nel registro cattivi pagatori, men che meno essere protestati. Infine si ritiene indispensabile provare di ricevere un reddito da lavoro in modo regolare. Quest’ultimo requisito contribuisce a determinare la capacità di rimborso del cliente. Per questo motivo si considera la garanzia primaria che si esibisce al finanziatore.

Nel caso in cui l’istituto di credito coinvolto non ritenesse idonea la capacità di rimborso del richiedente, in quanto troppo debole e quindi in grado di mettere a rischio la restituzione del capitale concesso in prestito, si vedrebbe costretto a pretendere la presentazione di garanzie ulteriori. Questa condizione sfavorevole, di solito, dipende dalla tipologia di rapporto di lavoro in cui si trova il cliente. Succede in particolare quando ci si trova in relazioni contrattuali precarie o atipiche. Ma la vulnerabilità potrebbe anche derivare dall’entità dello stipendio, eccessivamente esigua rispetto alla cifra richiesta in prestito.

Le garanzie reali e personali

Qualora ci si trovasse di fronte alla richiesta di fornire ulteriori garanzie, si avrebbe modo di scegliere tra diverse possibilità. Nella maggior parte dei casi si opta per l’offerta in garanzia di un bene di propria titolarità. Nel caso degli immobili o mobili registrati, si dovrebbe costituire un’ipoteca su di essi a vantaggio del finanziatore. Mediante questo diritto reale di garanzia si concederebbe al finanziatore un diritto di prelazione, con il quale sarebbe possibile procedere alla vendita forzata del bene, a seguito di una eventuale insolvenza del beneficiario. Dai proventi dell’alienazione, il finanziatore avrebbe la facoltà di trovare piena soddisfazione. Un’altra possibilità è rappresentata dall’offerta in pegno di un proprio oggetto di valore.

  • Altrimenti si avrebbe la possibilità di presentare una garanzia personale, che consiste nella nomina di un fideiussore. Il quale verrebbe coinvolto nel finanziamento, mediante un impegno assunto a livello contrattuale con il finanziatore. Il suo intervento si riterrebbe obbligatorio di fronte ad una eventuale insolvenza del beneficiario del prestito, facendosi carico del debito da estinguere.

Il piccolo prestito immediato con fideiussione

La fattispecie di prestito in esame prevede la nomina di un garante. Si tratta di una eventualità che si determina di frequente. In quanto, come si è osservato in precedenza, spesso il finanziatore non rileva una capacità di rimborso adeguata in capo al richiedente. Si trova conseguentemente costretto a chiedere ulteriori garanzie. Il fideiussore di solito coincide con una persona vicina al richiedente, in virtù di un legame parentale, di una collaborazione lavorativa o di un’amicizia. La sua partecipazione comporta l’assunzione di una responsabilità notevole: l’impegno viene formalizzato mediante una sottoscrizione apposta nel medesimo contratto di prestito che lega il beneficiario all’ente finanziatore. Di fronte all’incapacità di fare fede agli impegni presi a livello negoziale da parte del garantito, egli avrebbe l’onere di sostituirlo nella posizione debitoria e di procedere all’estinzione del debito.

L’intervento del garante si ritiene dunque obbligatorio a seguito dell’inadempimento del debitore. Il venir meno agli obblighi contrattuali del beneficiario può riferirsi all’impossibilità di pagare una o più rate. Oppure nel caso in cui il garantito fosse insolvente in modo irrimediabile, dimostrandosi impossibilitato ad affrontare l’intero rimborso. L’incapacità di fare fronte agli impegni assunti a livello contrattuale deve essere oggettiva. Nel senso che il beneficiario non deve affrontare il periodo di ammortamento adagiandosi sull’eventuale aiuto del garante.

I requisiti del fideiussore

Al fine di essere ricevere piena legittimazione, chi si accinge a ricoprire il ruolo di garante è necessario che si trovi nella titolarità di una serie di requisiti. Altrimenti la sua partecipazione non sarebbe ammessa, mettendo a rischio lo svolgimento dell’intera procedura di prestito. Prima di tutto occorre che non si trovi in una posizione debitoria in altre relazioni contrattuali. Ciò significa che neanche può risultare coinvolto in un finanziamento come beneficiario nello stesso periodo in cui esercita il ruolo di garante. Si richiede oltretutto che non eserciti il ruolo di garante in altri finanziamenti. In seconda analisi, risulta indispensabile che sia ancora in età lavorativa. Occorre in particolare che abbia un’età compresa tra diciotto e sessantacinque anni. Si esclude di conseguenza che un pensionato possa svolgere il ruolo di fideiussore. Infine si prevede che in passato non sia stato mai iscritto nel registro dei cattivi pagatori.

  • Nei confronti del garante l’istituto di credito coinvolto svolge la medesima istruttoria compiuta sul beneficiario del finanziamento. Quindi si determina una verifica volta a rilevare la capacità di rimborso e l’affidabilità creditizia.

La documentazione necessaria

Al fine di consentire alla banca di compiere tutte le verifiche necessarie, nonché le valutazioni indispensabili per comprovare l’affidabilità creditizia, è necessario che il garante presenti una serie di documentazioni. Le più importanti riguardano quel genere di certificazioni che sono in grado di rappresentare la situazione lavorativa in cui si trova. Nel caso sia un lavoratore dipendente dovrebbe presentare le ultime due buste paga. E’ possibile che si richieda anche la visione del contratto di lavoro, attraverso cui determinare o meno la solidità della relazione lavorativa in cui si trova. Qualora si trattasse di un contratto di lavoro a tempo determinato, si ammetterebbe l’intervento del garante soltanto se la fine del rapporto di lavoro avvenisse dopo la scadenza del finanziamento. Nel caso in cui il garante fosse un lavoratore autonomo o un libero professionista, sarebbe indispensabile che fornisse la certificazione unica.

Inoltre è necessario che si esibisca la documentazione canonica, ossia quella che viene pretesa da qualsiasi finanziatore di fronte ad una richiesta di un prestito, attraverso la quale verificare le generalità del garante e la situazione fiscale. Perciò è necessario presentare una copia del documento di identità (in corso di validità) e il codice fiscale. In pratica il garante viene sottoposto alle medesime valutazione di colui che si appresta a ricevere il finanziamento.